Mondiali Indoor Doha : “Gioe e Dolori”

Donato non sbaglia: è in finale

Fabrizio Donato non fallisce l’obiettivo, e si qualifica alla finale del triplo dei Campionati del Mondo di Doha. L’azzurro manda a referto un 16,82 di miglior misura nella qualificazione (serie: 16,55; 16,82; N), piazzandosi al quinto posto nella classifica conclusiva. Il cubano Yoandris Betanzos (17,11) e lo svedese Christian Olsson (17,07) sono gli unici due a superare i 17 metri, su una pedana che ha creato più difficoltà del previsto. Dinamico nella rincorsa e sufficientemente corretto nell’esecuzione, Donato ha realizzato la misura utile per il passaggio del turno lasciando diversi centimetri alla battuta (circa una quindicina), aspetto che lascia sperare per la finale di domenica pomeriggio (ore 17.40, le 15.40 italiane). Nella stessa gara, nulla da fare per Daniele Greco, incappato in una brutta sequenza di salti (15,60; N; 15,39): veloce in rincorsa (forse anche troppo), il pugliese non è apparso in grado di dominare l’esecuzione del gesto, finendo per ottenere risposte “sorde” al contatto dei piedi.

“Sempre con il brivido, ma comunque alla fine sono dentro, e questo è quello che conta”, dice Fabrizio Donato. “Rischio di strafare, visto che sto molto bene, e questo si è visto in almeno due salti su tre. Nel primo, sono salito troppo verso l’alto, e questo mandato all’aria la ritmica; nel secondo, anche con il timore di fare nullo, ho tagliato gli ultimi appoggi di rincorsa, e ho finito per regalare parecchio allo stacco. In ogni caso, la qualificazione mi è servita per testarmi su questa pedana, che è difficile per tutti, da quel che si è visto.


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E’ dura, servono tempi di appoggio rapidissimi, e per questo sono contento di aver fatto anche il terzo salto, così ho potuto provare ancora una rincorsa completa. Ora si ricomincia da zero. I cubani non mi sono sembrati in grandissima forma, Olsson è sempre molto bravo. Non credo di aver speso molto, domenica pomeriggio giocherò le mie carte. Sarà gara su sei salti, quindi senza l’ansia di oggi. Per certi versi mi sembra la stessa situazione di Torino, un anno fa. Vediamo, io resto ottimista”.

m.s.

Nella foto, Fabrizio Donato in azione a Doha (Giancarlo Colombo/FIDAL)

 

Salvagno OK, Scarpellini quasi

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Alla vigilia, probabilmente avrebbe firmato per questo piazzamento. Ma a conti fatti, ad Elena Scarpellini, il nono posto nella qualificazione dell’asta ai Mondiali indoor di Doha (con 4,35, superato alla prima prova) va davvero stretto. A decidere, l’errore commesso nel primo tentativo a 4,20, considerato che la tedesca Kristina Gadschiew, ultima ad essere ammessa alla finale di domenica, passa sempre con 4,35, ma grazie al fatto di aver superato i 4,20 senza prove nulle. Una piccola beffa per la bergamasca (prima delle escluse con la britannica Kate Dennison), che cade ma nel migliore dei modi, considerata la buona prova complessiva. Curiosità: era stata sempre la Gadschiew, lo scorso anno ai Mondiali outdoor di  Berlino, a qualificarsi per ultima alla finale: prima delle escluse, con la stessa misura di 4,50, l’azzurra Anna Giordano Bruno…”No, non sono contenta, sono arrabbiata – racconta la Scarpellini in zona mista – sono arrivata a un niente dalla qualificazione ad una finale mondiale, mi è scappata via per un soffio. Avrei dovuto fare 4,45, il secondo tentativo era quello giusto, poi, per l’ultimo salto, ho scelto di cambiare asta ma non sono riuscita a salire come prima. Peccato. Quest’anno, grazie al mio club, l’Aeronautica, ho cambiato davvero tante cose: sono stata pendolare tra Roma, alla caserma delle Fiamme Gialle, all’Infernetto, dove ho lavorato con Manuel Margesin, e poi alla Scuola di Formia, con Potapovich. Continuerò così, dividendomi tra il lavoro quotidiano e i raduni. Spero di abbattere presto questo “muretto” dei 4,50″.

Passa invece il turno, e con grande soddisfazione, Maria Aurora Salvagno nei 60 metri piani. E’ quarta nella sua batteria, con 7.41, e guadagna il passaggio alla semifinale di domenica pomeriggio. Il tempo conclusivo è discreto, ma va letto alla luce dei diversi errori commessi dalla sarda, reattiva allo sparo ma poi poco produttiva in accelerazione. “Sono molto contenta, perché se ho fatto 7.41 in questo modo, vuol dire che posso correre un decimo meglio di così. Sto molto bene, e credo di averlo dimostrato. La pista è veloce come piace a me, spero di migliorare il mio personale di 7.34, sarebbe un traguardo per me”. Davanti a lei, nella batteria, la pluridecorata giamaicana Veronica Campbell-Brown, in 7.21, seconda nel turno alla sola Laverne Jones Ferrette (Isole Vergini), già capace di 7.14. L’appuntamento con la semifinale è per le 16 (le 14 italiane) di domenica.

Negativa invece la prova di Christian Obrist nei 1500 metri. L’altoatesino ha chiuso al settimo e ultimo posto la sua semifinale, chiudendo staccato dai primi dopo aver provato a restare nelle posizioni di testa per almeno due terzi di corsa. Il tempo conclusivo di Obrist è un mediocre 3:46.33. Difficile ipotizzare un approdo alla finale (sarebbe stato necessario correre dalle parti del recente primato personale, intorno ai 3:39), ma certo tra le tante possibili modalità di eliminazione, questa non è tra le più felici.

m.s.

Nella foto, Elena Scarpellini in azione a Doha (Giancarlo Colombo/FIDAL)

 

Cusma: “Mi dispiace, sento dolore”

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Parte in maniera amara per i colori azzurri, il Mondiale indoor di Doha. Elisa Cusma ha rinunciato a correre la semifinale degli 800 metri, in programma questa mattina. Effettuato il riscaldamento, l’azzurra è tornata a lamentare il fastidio muscolare al polpaccio destro che aveva condizionato la sua preparazione invernale, e dopo un consulto con il medico Pierluigi Fiorella, e con il DT Francesco Uguagliati, ha scelto di non presentarsi in pista. “Sono dispiaciuta, è ovvio – racconta l’azzurra – ma sinceramente non avevao più accusato questo fastidio nei giorni scorsi. Oggi, invece, appena dopo aver messo le chiodate, il problema si è ripresentato. Pentita? Io sono così, non mi tiro mai indietro, volevo comunque provarci, anche se a conti, fatti, è chiaro che sarebbe stato meglio rinunciare”.

Scapini eliminato negli 800 Versione stampabile

Eliminato Mario Scapini nelle batterie degli 800 metri dei Mondiali indoor di Doha. Il milanese non ha demeritato, correndo bene per almeno tre quarti di gara, sulle tracce del francese Hautcoeur. Nel giro conclusivo, ha però scelto l’interno, invece di cercare spazi più ampi lontano dalla corda, e sul rettilineo conclusivo non è riuscito a recuperare nei confronti dello stesso francese (1:50.62) e del ceco Holusa (1:50.64), chiudendo in 1:50.74. Troppo poco per sperare nei tempi di ripescaggio. “Pensavo di farcela – le parole di Scapini nel dopo corsa – perché all’attacco dell’ultimo giro sentivo di avere ancora delle energie a disposizione, ma è chiaro che fare le volate in un Mondiale è cosa diversa dal farlo nelle gare nazionali. Peccato, perché la qualificazione è rimasta ad un passo, a dieci centesimi. L’unica cosa che mi consola è il fatto che queste, per un mezzofondista, sono esperienze importanti, probabilmente mi serviranno in futuro”.

m.s.

Nella foto, lo sprint finale di Mario Scapini a Doha (Giancarlo Colombo/FIDAL)

Out anche Gibilisco Versione stampabile

Mattinata negativa per i colori azzurri, nella prima giornata dei Mondiali indoor di Doha. Tutti e tre eliminati gli italiani in gara: Giuseppe Gibilisco nell’asta e Mario Scapini negli 800 metri, mentre Elisa Cusma, che avrebbe dovuto correre le batterie della stessa distanza, ha rinunciato a pochi minuti dal via per il riacutizzarsi di un problema muscolare al polpaccio destro. Giuseppe Gibilisco ha chiuso la qualificazione dell’asta con la misura di 5,45, superata alla prima prova, piazzandosi al decimo posto. Ai successivi 5,60, quota che ha visto l’eliminazione di alcuni tra i pretendenti alle medaglie (tra loro, il quotato francese Lavillenie), il siracusano ha dovuto arrendersi, con una terza prova al limite dello stregato: l’asticella, ampiamente superata in altezza, ha ballato a lungo dopo un contatto con la coscia sinistra, ed è caduta, dopo un tempo infinito, quando tutti avevano già gridato all’avvenuta qualificazione. A questa misura, infatti, si è chiusa la gara, con Gibilisco terminato al decimo posto (e, di fatto, primo degli esclusi dalla finale di domani). “C’è grande rabbia in me – le parole dell’azzurro, scuro in volto per la delusione – questa era una gara assolutamente alla mia portata. La condizione è quella giusta, la pedana molto veloce, ma ho sofferto, come tanti, i lunghi tempi di attesa tra un salto e l’altro. Non cerco scuse, però: la misura di qualificazione, 5,60, non è nulla, avrei dovuto farcela. Peccato, veramente peccato”.

Marco Sicari

Nella foto, Giuseppe Gibilisco in azione a Doha (Giancarlo Colombo/FIDAL)

Tutto il materiale di questo articolo è stato raccolto dal sito www.fidal.it

Mondiali Indoor Doha : “Gioe e Dolori”ultima modifica: 2010-03-13T09:30:31+01:00da corrintoscana
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