MaratoNews: a Boston record 2h 03′ 02″!!! Ma non sarà omologato…!

mutai_cross.jpgSi è corso anche a Londra, Padova, Vienna…

Alla 115^ edizione della Maratona di Boston corsa il 18 Aprile 2011 ben due atleti sono scesi sotto il record di Gebreselassie di 2 h 03′ 59″ stabilito ala Maratona di berlino 2008. Questi i tempi maschili: Geoffrey Mutai 2h03’02” (57 secondi sotto il record mondiale ufficiale), Moses Mosop, l’esordio sui 42 km più veloce della storia della specialità, 2h03’06”, cinquantatré secondi meno di Gebrselassie. Terzo Gebremariam, vincitore a New York in novembre, 2h04’53”. Quarto Ryan Hall, il bianco statunitense, 2h04’58”, sotto il primato USA di Khalid Khannouchi, Ancora, l’etiope Cherkos 2h06’13”, Robert Kiprono Cheruiyot 2h06’43”, altri due specialisti sotto le 2h07′, ancora due sotto le 2h09′. Quattordicesimo Migidio Bourifa (2h13’45”, primo nella categoria Master), dopo una metà gara che l’ha visto transitare in 1h04’55”. I tempi femminili: ha vinto la kenyana Kilel, prima in 2h22’36”, che ha battuto (sputando l’anima in un finale entusiasmante) la statunitense Desiree Davila, seconda in 2h22’38”, e l’altra kenyana Sharon Cherop, terza in 2h22’42”. performances strabilianti anche per Caroline Rotich, quarta in 2h24’26”, per la neo-mamma Kara Goucher (2h24’52”), per l’etiope Dire Tune (2h25’08”). Gloria, notizia nella notizia, per una colombiana, Yolanda Caballero (2h26’17”), che dal nulla ha superato nomi di alto rango quali Alice Timbilili e le russe Skvortsova e Pushkareva.

Le regole per l’omologazione:

A Boston la pendenza tra l’avvio del percorso e il traguardo è di circa 3,2 metri per chilometro, mentre il limite per l’omologazione di un eventuale primato è di un metro per chilometro, cioè un massimo di pendenza “consentita” di 42 metri. In sostanza, la partenza da Hopkinton è situata a circa 125 metri sul livello del mare. L’arrivo, in centro città a Boylson Street, è a livello del mare. In aggiunta, le regole per l’omologazione di un primato del mondo nella maratona prevedono che la distanza tra partenza e arrivo, in linea d’aria, non debba essere superiore a una percentuale del 50% della distanza complessiva (Boston ha una percentuale del 91%), e che questo parametro, qualora superiore al 50%, favorisca gli atleti in caso di aiuto costante dovuto alla presenza di vento (come accaduto oggi). Quindi fatte tutte queste considerazione appare difficile che i tempi fatti a Boston possano essere riconosciuti come record validi.

Maratona di Londra:

Anche nella capitale inglese si sono registrati ottimi tempi. Emmanuel Mutai (2h04’40” e record della corsa) e Mary Keitany (2h19’19”, strepitosa in una seconda parte di gara da 1h08’41”), da domenica detengono il quarto tempo di sempre al maschile e al femminile, ma tutto il “gruppone” dei primi classificati, che in particolare nella maratona femminile ci permette di aggiornare la statistica molto in profondità. Tra le ragazze, infatti, si sono registrati i migliori risultati cronometrici di sempre dall’ottava posizione (2h24’33” della portoghese Jessica Augusto, debuttante di grido) alla ventesima (2h29’52” della giapponese Ogi), oltre che per la terza classificata, Edna Kiplagat (2h20’46”, mai nessuna così veloce per agguantare un terzo posto). Menzione particolare per la britannica Pavey, esordiente sui 42 km e coetanea di Paula Radcliffe, alla ricerca del “passi” per Londra 2012, diciannovesima in 2h28’24”. Dietro la Keitany, che ha saputo materializzare le attese cronometriche dopo due anni di prestazioni superlative nelle mezze maratone più importanti del mondo e un debutto non eccezionale a New York in autunno, la russa Shobukhova, prima l’anno scorso, che ha migliorato il primato nazionale in 2h20’15”. Terza, come detto, Edna Kiplagat in 2h20’46”. Fuori dal podio le etiopi migliori, Bezunesh Bekele (2h23’42”) e Atsede Baysa (2h23’50”). Delle giapponesi, in gara quasi al completo per giocarsi le chances mondiali, la migliore è stata la 32enne Akaba (sesta come nel 2010 ma col record personale), che si è espressa a 2h24’09”. Settima in 2h24’24” la tedesca Mikitenko, accreditata di ben altre ambizioni di classifica alla vigilia. Visti i responsi tecnici delle “élite runner”, pur non essendoci stato il primato della corsa femminile (è il record del mondo della Radcliffe, inavvicinabile al momento), si è trattato comunque della miglior maratona femminile mai disputata sotto il piano squisitamente cronometrico: in venti hanno corso sotto le due ore e trenta, in nove (mai accaduto prima) sono scese sotto le due ore e venticinque minuti.

Maratona di Padova:

La dodicesima edizione della Maratona S.Antonio si chiude con la vittoria dell’etiope Aredo Toleda Tadese in campo maschile, in 2h09’02”, e della keniana Florence Chepsoi nel settore femminile, in 2h29’25”: tutti e due hanno così siglato il record della gara, battezzando nel migliore dei modi il tracciato tutto padovano introdotto quest’anno, con partenza da Campodarsego, passaggio davanti alla Basilica di Sant’Antonio e arrivo, come sempre, in Prato della Valle

Vienna:

La maratona viennese (ventottesima edizione), che ha visto il rientro di Gebreselassie nella mezza maratona vinta con 1h00’18”, è stata vinta dal 22enne kenyano John Kiprotich in 2h08’29” (circa sette minuti di miglioramento) sul più noto Ivuti (2h08’41”) e su Evans Kiplagat (2h09’22”). Otto kenyoti nelle prime otto posizioni, a sancire un dominio senza discussioni. Ottime prestazioni anche nella corsa femmnile: prima al traguardo, dopo una lunga battaglia, l’etiope 23enne Fate Tola in 2h26’12 sulla portoghese Ana Dulce Felix (2h26’30”, domenica d’oro per le lusitane visto anche il risultato della Augusto a Londra) e sulla kenyana Peninah Arusei, che partiva coi favori del pronostico (terza in 2h27’17” dopo aver guidato a lungo la corsa).

Fonte: FIDAL

 

MaratoNews: a Boston record 2h 03′ 02″!!! Ma non sarà omologato…!ultima modifica: 2011-04-20T07:13:00+02:00da corrintoscana
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