Scegli la scarpa giusta

Le calzature sportive proteggono bene i piedi, ma «sollecitano» anca e ginocchio anche più di quelle
con un rialzo posteriore significativo

scarpe corsa.jpgNon c’è pace per i nostri poveri piedi. Per le donne si profilano sofferenze fin dalla culla: come la figlia di Tom Cruise insegna, per essere davvero alla moda si comincia a incedere sui tacchi già a tre anni, per poi passare una vita caracollando su scarpe tacco dodici. Si potrebbe pensare che quando ci si infilano un paio di scarpe da jogging il nostro corpo ringrazi. E invece pare di no, almeno secondo uno studio americano pubblicato sul Journal of injury, function and rehabilitation , che sostiente che le scarpe da corsa sono sì comode per i piedi, ma metterebbero a rischio anche, ginocchia e caviglie.

 

I dati arrivano da uno studio condotto da Casey Kerrigan e i suoi collaboratori dell’università della Virginia su 68 amanti della corsa: tutti molto allenati (macinavano in media 30 chilometri alla settimana), sono stati fatti correre in laboratorio con una scarpa «neutra», con caratteristiche simili a quelle della maggioranza delle scarpe da corsa. I volontari hanno corso su un tapis roulant con e senza scarpe, mentre un sistema di acquisizione del movimento registrava ogni piccolo moto del corpo. Stando ai risultati, correre con le scarpe introdurrebbe una torsione sulle articolazioni di anca, ginocchio e caviglia molto superiore rispetto a quanto accade correndo a piedi nudi (dal 35 al 55 per cento in più circa). Perfino di più rispetto a quello che succede camminando sui tacchi: con le scarpe da corsa la torsione sul ginocchio aumenta del 36-38 per cento, con un bel tacco si aggira attorno al 20-26 per cento. Kerrigan ha commentato: «Bisognerebbe riuscire a migliorare il design delle scarpe da corsa in modo da non sollecitare le articolazioni: queste calzature infatti danno un buon supporto e protezione ai piedi, ma stressano caviglie, ginocchia e anche».

Che dobbiamo fare allora, correre a piedi nudi sulle nostre strade? Pare francamente poco praticabile, come conferma Paolo Tranquilli Leali, vicepresidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia: «La scarpa, è vero, introduce sempre un “vincolo” e genera torsioni sulle articolazioni; però il piede nudo, benché più libero di muoversi, subisce un grosso sovraccarico. Per di più non è detto che l’aumento delle forze torcenti abbia un effetto sull’usura della cartilagine: sia a livello della calzatura che nell’intero sistema scarpa/uomo si realizzano infatti numerosi meccanismi di compenso. Tutto sommato, quindi, meglio correre con le scarpe rischiando, forse, di sovraccaricare ginocchio, anca e probabilmente anche la colonna piuttosto che non proteggere i piedi: quando il piede fa male sono guai».

Detto questo, la scelta della scarpa per correre non è affatto irrilevante: considerando che ognuno di noi ha caratteristiche corporee diverse, piedi diversi e corre su terreni diversi, la decisione può non essere banale. «Chi, come i volontari dello studio americano, corre 30 chilometri a settimana è un semi-professionista: in questi casi consiglierei di rivolgersi a società sportive per chiedere un parere a un preparatore atletico – dice Tranquilli Leali –. Per chi pratica la corsa a livello amatoriale, bastano scarpe di buona qualità come ce ne sono molte sul mercato: un aiuto nella scelta serve quando si entra nel settore delle calzature professionali, nelle quali contano parametri come la flessibilità, il sostegno a seconda del peso e così via. Per non farsi male, però, la scelta della scarpa da corsa non è a mio parere così essenziale: conta di più scegliere il terreno giusto per correre – prosegue l’ortopedico –. Meglio erba, terra battuta o asfalto: più elastici delle superfici sintetiche o del cemento, riducono le sollecitazioni su articolazioni e colonna vertebrale durante la corsa».

Scegli la scarpa giustaultima modifica: 2010-03-15T08:00:00+01:00da corrintoscana
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